terra del Prosecco

Sappiamo già tutto riguardo al Prosecco ???

 

 

A cena con l’enologo Emanuele…

 

Emanuele, esperto enologo internazionale, formato nella prestigiosa Scuola Enologica di Conegliano e laurea in Scienze Viticolo Enologiche presso la storica facoltà di Padova, è una persona molto alla mano, spiega in maniera molto semplice anche i dettagli più complicati di quella che è la produzione del vino. Uomo amante della terra e rispettoso delle leggi della natura, sa cogliere in essa, con estrema sensibilità la ricchezza che si può trarne, sapendo gestirla con la dovuta attenzione. Emanuele, uomo integro come la sincerità della sua stretta di mano, forte e vigorosa, trasmette fin dal primo istante schiettezza e passione.

Davanti ad un buon piatto di risotto al curry con zucca, accompagnato da un ottimo Prosecco DOCG, Emanuele ci mette subito a nostro agio al punto di sentirci libere di porre alcune domande anche poco tecniche:

 

I Prosecchi in giro sono tantissimi, come si fa a capire quale sarà quello che soddisferà al meglio i nostri palati?

La varietà che è interprete di un territorio ripido, estremo, affascinante, avvolgente e allo stesso tempo la vivacità, la giovinezza e la morbidezza.

Il Prosecco più buono è quello che piace?

E’ quello che riesce a trasmettere un’immagine più marcata dei vari terreni di provenienza.

 

Prosecco: da dove arriva questo nome?

Dalla storia, dalle fatiche e dagli erti pendii del Coneglianese.

 

L’uva però non si chiama Prosecco, vero?

L’uva si chiama Glera, ma può sposarsi con Verdiso, Bianchetta e Perera.

 

Come possiamo spiegare il successo di questo vino in Italia e all’ estero?

Rievoca inevitabilmente la giovinezza, l’entusiasmo, la freschezza olfattiva e la pragmaticità nel trasmettere tutti i propri messaggi in maniera molto semplice.

 

Chi sono i consumatori del vino Prosecco?

Tutte le categorie sociali dai giovani agli anziani. Da questo fattore si capisce ancora di più il successo.

 

Dove viene prodotto ? (DOC)

In tutto il Friuli Venezia Giulia e nelle province di Vicenza, Treviso, Belluno, Padova e Venezia.

 

Ma allora il DOCG è più buono?

Non si può parlare di più o meno buono ma di prodotti differenti, dove la freschezza, l’intensità olfattiva e la complessità gustativa giocano ruoli differenti.

 

E’ importante il passaggio da DOC a DOCG?

E’ stato importantissimo.

 

E il Cartizze? Dipende dal microclima il fatto della qualità Cartizze? Oppure dipende dalla manodopera delle persone?

Il Cartizze rappresenta l’ultimo scalino della piramide che riguarda una produzione d’uva da 106 ettari molto particolari per caratteristiche morfologiche del suolo e del clima. A questo non va dimenticata l’abnegazione al sacrificio dei viticoltori della zona capaci di arrampicarsi su vigneti con pendenze anche superiori al 60%.

 

Si può produrre vino Prosecco anche a Belluno per esempio?

Si, anche in quelle zone perché le caratteristiche intrinseche del Prosecco vengono rispettate ma proprio perché da terroir esplicano finezze diverse l’una dall'altra.

 

Come si può scegliere un buon vino?

Deve rispondere ad un’esigenza soggettiva ma anche evocare emozioni, ricordi, piacevolezza e complessità.

 

Bicchiere adatto per assaporare appieno il vino.

Come studiato negli ultimi 10 anni dai produttori e dal Consorzio di tutela, si è voluto progettare un formato di calice apposito per la degustazione del Prosecco, un calice unico per un vino unico.

 

Si può dire che ci sia un Prosecco che piace di più alla clientela femminile?

No, poiché è un vino assolutamente elastico e proponibile per più aspettative.

 

Il vino biologico – Prosecco biologico? Che ne dici?

Quando si parla di bio, si intende una coltivazione della vite su terroir particolarmente ventilati in natura e soleggiati. Grazie a questi motivi, gli attacchi da parte di peronospora (fito patologie) sono ridotti e di conseguenza l’impatto dell’uomo nel vigneto. Quindi una nuova sfida per il futuro!

 

La scuola enologica di Conegliano e l’università sono una realtà importante nel nostro territorio. Cosa ne pensi?

Sicuramente, la formazione enologica, viticola, agricola degli ultimi 140 anni è stata seguita proprio dalla scuola enologica di Conegliano, la quale ha il compito di anticipare le sfide dei prossimi 20 anni.

 

Qual è la differenza tra un Prosecco, un Franciacorta oppure uno Champagne?

Parliamo innanzitutto di varietà e quindi di interpreti diversi, di tre macro aree completamente differenti. Sicuramente alla base della scelta del consumatore si giocano aspettative diverse.

 

Il lavoro del produttore di vino oggi ed eventuali difficoltà.

Alla base sicuramente vi è il rispetto della qualità di partenza delle uve ed il raggiungimento di una qualità ancor più marcata, pur malgrado le difficoltà di un mercato globale talvolta poco preparato.

 

Il ruolo dei Consorzi nella promozione e nella valorizzazione del vino Prosecco nel nostro territorio.

Il ruolo che hanno i due consorzi ( DOC - DOCG) è sicuramente importantissimo nel continuare a proporre a livello mondiale le peculiarità, l’impegno, le scommesse e la qualità di un'area davvero meritevole.

Consigli per un’ottima degustazione!

Il vino Prosecco va servito ad una temperatura

che si aggira intorno ai 6 -  8 gradi con la possibilità di

tenerlo in una grassette con ghiaccio.

Non troppo freddo

per non nascondere le peculiarità e le caratteristiche.

Il Prosecco crea sempre un’atmosfera giusta, scioglie le tensioni e fa fare amicizia, mettendo tutti a proprio agio.

Padre e figlio nel loro vigneto ...

Un buon bicchiere di vino è frutto della passione e del lavoro dei nostri uomini che coltivano la terra con fatica e dedizione. Cosa si cela dietro ad una bottiglia del nostro amato Prosecco?

Macchina fotografica al collo, durante il nostro giro incontriamo Loris che assieme al padre Ugo coltivano un vigneto di alcuni ettari.

Affascinate da queste distese di filari così perfettamente allineati, ci inoltriamo in una bella conversazione con Loris ed Ugo e chiediamo: che lavoro state facendo in questo periodo invernale e loro con gli occhi che brillano dalla passione per questo lavoro ci mostrano, con attrezzi alla mano, quali sono i lavori che vengono svolti nel vigneto. Ci spiegano che la potatura è composta da tre fasi: la prima è il taglio dei tralci, la seconda è l’allineamento degli stessi sui filari e la terza è la piegatura dei tralci ad arco.

La potatura è considerata un'arte vera e propria perchè dal modo in cui viene svolta dipenderà non solo la quantità del raccolto ma soprattutto la qualità. L’uomo deve saper rispettare le leggi della natura per riuscire ad ottenere il miglior risultato dalla pianta stessa.

Dalle foto si riescono a vedere Loris ed Ugo impegnati in questa fase. Tutta questa parte di lavoro, ci dicono, è importante che venga svolta durante la luna crescente. Quando vengono tagliati i tralci vengono lasciati a terra e successivamente verranno sminuzzati meccanicamente e quello che ne rimane andrà a concimare la terra. Pur essendo un lavoro duro perché svolto durante il periodo invernale e condizionato dal clima, rimane comunque un lavoro di grandi soddisfazioni per chi lo svolge.

Tra un bicchiere e l’altro ecco gli aggettivi che ne sono usciti per definire il nostro amato Prosecco:

  • Prosecco Superiore Dry DOCG: molto morbido, dolce

  • Prosecco Superiore Brut DOCG: sobrio, elegante

  • Prosecco Superiore Extra dry DOCG: giovanile, fresco

  • Prosecco Superiore Millesimato DOCG: identificativo dell’azienda e zona di provenienza

  • Valdobbiadene Cartizze Superiore DOCG: unico

  • Prosecco Superiore Le Rive DOCG: frutto della pendenza e dell’estremizzazione del territorio

  • Prosecco Tranquillo: la base, quale punto di partenza.

  • Prosecco rifermentato in bottiglia: col fondo o surlies

Anita + 39 340 8954844  Silvia + 39 339 6462616

e-mail : info@theproseccogirls.it

 

 

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